Assassino

skkstories_59

«So cos’hai fatto» ghignò il cucchiaino, brillando sul tavolo laccato nero opaco. «Guardati ora!»
Lo scrittore inspirò a fatica e aprì gli occhi. A pochi centimetri dal volto, la superficie concava rifletteva le sue deformità.
«Tu non sai nulla di me, non sai quello che ho passato. Se solo avessi provato la metà dei dubbi che ogni giorno mi attanagliano, ora non faresti tanto il gradasso.»
Il cucchiaino rise con uno stridio che risuonò tra le mura. I vetri delle finestre vibrarono all’unisono.
«Ti sbagli. È proprio davanti a me che ognuno tira fuori il suo vero io.»
Lo scrittore si allontanò dal tavolo.
«Sai cosa? Non voglio ascoltarti.»
«Ma sì, continua così, tanto a chi vuoi che importi. Sono solo parole, giusto?»
«Sono le mie parole. Le mie! E nessuno ha il diritto di sindacarci sopra!»
«Non quando non fai niente per salvarle.»
Lo scrittore si abbandonò sul divano, dolce alcova dei suoi malumori. Per un secondo riaffiorarono in lui ricordi di bambino, fortini immaginari eretti tra i cuscini, quando fantasticava di essere un fante medievale in difesa del suo castello. Ora quelle mura gli avrebbero fatto comodo, se solo fossero state impermeabili alle accuse.
«E adesso cosa fai?»
«Vuoi proprio saperlo? Accendo la TV e mi guardo un film di merda, non sia mai che la smetti di rompere.»
«Guardalo lì, il codardo. Non sfuggirai alle tue colpe facendo finta che non esistano. Le colpe sono come una frana: se ne stanno in bilico finché non decidono di travolgerti; e l’assassinio è la peggiore di tutte.»
«Non ti sento, non ti sento. Bla bla bla…»
«Sei un fallito, lasciatelo dire. Stai pure sul divano e crogiolati nell’ozio. Nessuno saprà mai ciò che hai fatto, e il punto è proprio questo: nessuno lo saprà mai.»

Sul tavolo dello studio, il racconto era monco di una conclusione. L’ultima pagina giaceva in cima al mucchio di spazzatura concentrato nel cestino. Abbandonata, incompiuta, stropicciata e macchiata di graffite, la carta trasudò una lacrima. L’ultimo respiro era vicino, poi solo il buio. Uccisa.

E.

(soundtrack: Jimi Hendrix – Hey Joe)


Tutti gli altri racconti li trovi qui.

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