Cosa sono i caratteri speciali? Perché le lettere della tastiera non sono disposte in ordine alfabetico? E poi, perché si chiama tastiera QWERTY? Con questo articolo rispondo a qualche domanda utile per iniziare a usare la tastiera in modo consapevole

INDICE
Introduzione
1. Tastiera QWERTY: perché le lettere non sono in ordine alfabetico?
1.1 Prima di tutto: perché QWERTY?
1.2 Le origini
1.3 Varianti linguistiche
2. Caratteri speciali: un po’ di teoria
Conclusione
Introduzione
C’è stato un tempo in cui battere a macchina era un mestiere. Erano gli anni delle macchine per scrivere, della dettatura, della stenografia e della dattilografia, e per fortuna sono finiti.
Da quando il computer si è imposto come strumento indispensabile per molte professioni, scrivere “a macchina” è un compito alla portata di tutti. Come spesso succede, però, questa liberalizzazione ha fatto sì che le enormi possibilità offerte da questo strumento di scrittura venissero prima ignorate e poi dimenticate in favore del “fai da te”.
Grazie al mio lavoro di copywriter, ho notato che un gran numero di articoli e post sono ricchi di piccoli refusi che, secondo me, denotano una scarsa conoscenza della tastiera da parte di chi scrive. Non sto parlando dei piccoli errori che possono sfuggire anche allo scrivente più esperto (e chi non li fa?), ma di “piccolezze” che alla lunga diventano sistematiche: vocali maiuscole non accentate, accenti invertiti, trattini e apici sbagliati e molto altro.
Visto che con l’arrivo di Internet la scrittura è diventata la forma di comunicazione più diffusa, credo che ognuno di noi debba imparare a usare la tastiera al pari di un qualsiasi altro strumento di lavoro. Per questo motivo ho pensato di raggruppare in questa categoria una guida che ti aiuterà a scoprire le funzioni offerte dalla tastiera che usi tutti i giorni (su computer, tablet o smartphone che sia). Capirai quali caratteri è giusto usare e in che occasione e, soprattutto, che i caratteri inseribili da tastiera vanno ben oltre alle serigrafie di cui sono marchiati i singoli tasti.
Come per qualsiasi arte, prima di arrivare alla parte pratica è bene conoscere un po’ di teoria. In questo articolo risponderò a due domande:
- cos’è lo schema QWERTY e perché si usa?
- cosa sono i caratteri speciali e perché è utile conoscerli e usarli nella comunicazione quotidiana?
E ricorda: usare i giusti segni grafici è una forma di rispetto per il tuo testo e per chi lo legge. Essi donano forma e senso a ciò che scrivi e aiutano il lettore ad assimilare il messaggio in maniera efficace.
Cominciamo!
1. Tastiera QWERTY: perché le lettere non sono in ordine alfabetico?
1.1 Prima di tutto: perché QWERTY?
Guarda la tastiera del tuo computer. Prima riga: tasti funzione. Seconda riga: numeri e simboli. Ora concentrati sulla terza riga e leggi in sequenza le prime cinque lettere da sinistra verso destra. Eccolo lì: QWERTY.
1.2 Le origini

È il primo marzo 1873. Christopher Sholes e soci firmano un contratto con la Remington per la fornitura di 1000 macchine per scrivere, e nel giro di un anno la Remington No. 1 diventa la prima macchina per scrivere di successo commerciale.
Prima di questa data, Sholes e soci erano già conosciuti nell’industria delle macchine per scrivere. Nel 1868 avevano prodotto un primo modello in cui i tasti seguivano l’ordine alfabetico. Tale scelta, però, rendeva molto lenta la scrittura, soprattutto considerato il target di riferimento: le macchine per scrivere non furono inventate per gli scrittori o i giornalisti, bensì per i telegrafisti che dovevano tradurre con velocità lunghe sequenze di codice Morse. E fu proprio pensando alla somiglianza di alcune corrispondenze tra lettere e codice che nacque lo schema QWERTY; a cui si aggiunse la necessità di aggirare brevetti già esistenti.
Grazie al successo commerciale della Remington No. 1, lo schema QWERTY si impone come standard e arriva fino a noi resistendo anche al tentativo di introdurre lo schema Dvorak pensato per aumentare la velocità di battitura.
1.3 Varianti linguistiche
Sebbene la base dello schema sia comune, non tutte le tastiere QWERTY sono uguali. Lo standard, infatti, si adatta al numero di ricorrenze di lettere e simboli all’interno di una determinata lingua.
Qualche esempio:
- QWERTZ (tedesco): Z e Y sono scambiate di posizione perché la prima è più ricorrente della seconda;
- QZERTY (italiano): Z e W sono invertite perché ai tempi delle macchine per scrivere la seconda non era molto utilizzata. Inoltre, la M si trovava a destra della L (mentre ora è a destra della N);
- AZERTY (francese): Q e A sono scambiate, M a destra della L.
A cosa ti serve sapere tutto ciò?
Se devi acquistare online un computer o una tastiera, controlla sempre la voce ‘layout’ o ‘layout tastiera’ nelle caratteristiche del prodotto. Se sei abituato alla tastiera italiana, fai attenzione di acquistare le tastiere QWERTY IT (o layout IT) e, anche nel caso venisse indicato, chiedi sempre una conferma al produttore e controlla le immagini del prodotto per scoprire la disposizione di lettere e simboli (di base, quella che puoi vedere qui sotto).

2. Caratteri speciali: un po’ di teoria
I caratteri speciali sono le lettere, i segni di interpunzione e i simboli non visibili nel layout della tastiera. Si è scelto di non includerli per due motivi principali:
- non sono ricorrenti come quelli presenti;
- se dovessimo avere un tasto per ogni carattere in uso nel mondo, probabilmente una tastiera occuperebbe una stanza di 100 m2.
Qualche esempio:
- la È è una lettera dell’alfabeto italiano, ma non è ricorrente come la E. Lo stesso discorso vale per altre vocali e consonanti maiuscole e minuscole accentate;
- le virgolette caporali «» sono segni tipografici utilizzati in editoria e in ambito accademico, ma non sono così ricorrenti in un utilizzo quotidiano;
- i trattini più diffusi nell’italiano quotidiano sono – e –, tutti gli altri sono caratteri speciali.

I caratteri speciali sono una parte essenziale della nostra lingua, quindi sarebbe sbagliato non usarli. Per questo motivo i sistemi operativi desktop e mobile propongono diverse soluzioni per inserirli, e nei prossimi articoli scoprirai come farlo.
Conclusione
Sono finiti i tempi in cui le macchine per scrivere avevano necessariamente ridotto all’osso il numero di segni digitabili. Grazie all’evoluzione tecnologica siamo in grado di riprodurre il catalogo dei segni tipografici a nostra disposizione in tutto il suo splendore, e sarebbe un peccato farne a meno anche perché fanno parte della nostra lingua scritta.
Vuoi scoprire come inserire i caratteri speciali? In questi articoli si fa un po’ di pratica:
Maiuscole accentate e virgoletta caporali su Mac
Maiuscole accentate e virgolette caporali su Windows
Maiuscole accentate e virgolette caporali su Linux
Maiuscole accentate e virgolette caporali su Android e iOS
Spero che questo articolo ti sia stato utile.
✑ Emanuele
Qui trovi tutti gli articoli dedicati alla tastiera.
Lascia un commento