
skkstories_62
soundtrack: I Giganti – Una ragazza in due (Down Comes the Rain)
Pronto?
Sono io.
La fermo subito. Non mi ricordo di lei, Luana, perché ho sottoscritto il contratto online.
Esatto, ho fatto tutto da solo.
Come dice?
Ah… Be’, se foste l’ENEL dovreste avere tutti i dati della mia bolletta.
No, va be’, questa è bella. Non sono interessato e comunque la mail non ve la do.
Ripeto: dovreste avere già tutti i miei dati.
Ora le faccio io una domanda: lo sa cosa c’è scritto sulle bollette? Un indizio: prima pagina, riquadro laterale.
Visto che non lo sa, glielo dico io. C’è scritto di diffidare dalle offerte telefoniche e che eventuali comunicazioni arriveranno solo via mail o per posta.
Senta, non è una bella giornata. È tutta la mattina che bestemmio contro un cliente, se poi devo ricevere ‘ste chiamate nell’unico momento di pausa…
No, non ce l’ho con lei, ma vi rendete conto di quanto siete fastidiosi? E sì che vi ho già detto di non chiamare più.
Io mi sforzo anche di essere gentile, ma se continua così…
No che non mi calmo.
Ah, giochiamo a chi alza più la voce?
Ok, te la sei voluta.
Sì, ti do del tu perché tu e i tuoi compari siete peggio di un nido di vespe: ronzate finché qualcuno non vi tira giù a bastonate; e non dico niente di quei burattini incravattati che mandate a suonare casa per casa solo per pietà.
Taci e trovati un lavoro vero!
E. allontanò il telefono dall’orecchio, il pollice pronto a interrompere la chiamata, quand’ecco che il piccolo altoparlante venne scosso da picchi di frequenze ritmati e compressi in un campionamento a buon mercato. Un singhiozzo dopo l’altro, i brevi sospiri rotti dal pianto lo fecero desistere.
No, però non prendertela così.
Rilassati. Un respiro, due.
Va meglio ora?
Senti, scusami per prima. Non volevo esplodere, è solo che sto passando una mattinata di merda.
Ma sì, certo. Per carità, è un lavoro come un altro.
Ecco, vedi? Non dirlo a me. Io gli sparerei al mio capo. Purtroppo, siamo tutti nella stessa situazione.
Be’, puoi provarci. Niente ti vieta di fare un colloquio.
Ma sì, ma sì. Ascoltami: vacci, magari ti prendono.
Non male come orario. E la paga com’è? Si sa niente?
Però! Be’, fossi in te ci penserei. Anche se non dovessero prenderti, almeno ci hai provato.
Guarda che ci conto. Segnati il mio numero, così mi fai sapere.
Di dove sei?
Ah, niente allora.
No, no, giusto per sapere.
Senti, mi ha fatto piacere questa chiacchierata.
No, figurati, scusami tu. È stata una mattinata da schifo. Ti chiedo ancora scusa.
Buona giornata anche a te. Ciao.
CLICK!
– Emanuele
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