Scaffale

skkstories_33

«Ehi, l’hai visto?»
«Chi?»
«Come chi… Quello là.»
«…»
«Ah, ok. E che ci fa qui?»
«Ma ti pare?!»
«Lo sa che non è il suo posto?»
«Lo spero per lui.»
«E come ci sarà finito?»
«Di certo ce lo hanno portato. Come farebbe a muoversi senza avere le gambe?»
«Sì, deve essere così.»
«Nemmeno noi abbiamo le gambe, e infatti non ci muoviamo dal nostro posto.»
«Sì, ma valli a capire. Dicono sempre che non hanno le gambe, ma poi ce li ritroviamo tra le palle.»
«Guarda che bella etichetta…»
«Vengono qui e hanno pure l’etichetta più bella!»
«E guarda che forme. È bello massiccio per essere venuto fin qui senza avere le gambe. Poi non dicano che da loro nessuno compra nulla.»
«Massiccio, bell’etichetta. Guardalo, guardalo. Nemmeno ci degna di uno sguardo. Senz’altro si starà burlando di noi.»
«Parla piano, che magari ti capisce.»
«Capisce, eccome se capisce. È sempre così: vengono qui, ci rubano lo spazio e se ne stanno tutto il giorno a sfoggiare i colori dell’etichetta. E se provi a mandarli via fanno finta di non capirti.»
«È una vergogna…»
«Eh, sì.»
«Be’, non mi sembra una tragedia così grande.»
«E tu che vuoi?»
«Eh, diccelo.»
«Si è preso solo un po’ di spazio, alla fine. Non è neanche colpa sua se è qui.»
«Ma sentilo… Peccato che questo sia il nostro spazio, e dovremmo essere noi a decidere chi può entrare e chi no.»
«Già, prova a chiedere a Garnier se è contento di avercelo davanti.»
«Cosa c’entra Garnier, adesso.»
«Te lo dico io cosa c’entra. Non ha più il posto davanti: nessuno lo noterà, e così finirà tra le offerte speciali; e tutto perché quel maledetto è stato messo in primo piano.»
«Certo, potrebbe fare qualcosa per togliersi di lì.»
«Come fa se le gambe non le ha?»
«E io ci parlo ancora con te. Voi “bio” avete sempre una scusa buona: non è colpa sua, non può scegliere dove stare, nel suo scaffale si sta male. Ma sai cosa ti dico? Non sembra fare tanta resistenza.»
«E secondo me ha raggiunto la data di scadenza.»
«Ma cosa dite?»
«Lo sappiamo noi cosa stiamo dicendo. Ehi, Garnier, cosa dice l’etichetta?»
«È scaduto!»
«Visto? Visto?»
«Ragazzi, stiamo un attimo calmi. Magari vuole solo andarsene. Vero? Ehi, sto parlando con te.»
«…»
«Do you speak english? French? Spanish?»
«…»
«È inutile, te lo dico io. ‘Sto qua non sa neanche di essere al mondo.»
«Taci un secondo. Voglio vedere cosa fa.»
«Mi sai dire come mai sei qui?»
«…»
«Tutti uguali, ‘sti “bio”. Pensano prima agli altri che alla propria linea. Peccato che tutti, qui, hanno già perso la pazienza.»
«Cos’avresti tu contro i “bio”?»
«Ah, ora ci si mette anche il bestione. Da dove sei uscito, eh?! Credi di essere migliore di noi?»
«Di sicuro faccio meno male.»
«Bella scusa del cazzo. Visto che ti piacciono così tanto, perché non vi fate uno scaffale vostro e li accogliete lì?»
«Senti, non vorrei sembrare inopportuno, ma lo vedi il casino che si sta scatenando? Di’ qualcosa, per l’amor di Dio. Io ci devo convivere con ‘ste teste di cazzo.»
«Testa di cazzo a chi?»
«Vieni qui a ripeterlo, se hai il coraggio.»
«Nessuno osi toccarlo!»
«Garnier! Prova a spingerlo giù!»
«Lo farei anche, ma non ho le gambe. E poi lui è più grosso.»
«Codardo!»
«Non posso farci nulla se mi hanno fatto così piccolo.»
«Ti prego, di’ solo che non è colpa tua se sei qui. Vedrai che si calmano.»
«Brutto leccasughi. Ancora ci parli con quell’affare?»
«ZITTI TUTTI!»
«…»
«…»
«Ecco, l’hanno portato via. Prova a dire che ti dispiace.»
«Certo che fate proprio schifo.»
«Tutti uguali ‘sti “biodioti”. Fanno casino e poi se la prendono con noi. Se siete così ansiosi di aiutarli, perché non lo fate nei loro scaffali?»
«E a noi chi ci pensa?»
«Esatto. Anche noi abbiamo diritto al nostro scaffale.»
«Ma andatevene a quel paese. E io che ci parlo ancora con voi…»
«Girati, girati, che è meglio. Fai compagnia al tuo bestione.»
«…»
«…»
«Bella giornata, vero?»
«Sì, abbastanza.»
«Ah, cazzo.»
«Cosa c’è?»
«Niente, mi sa che sono bucato.»
«Porca troia, fa’ vedere! Eh sì, stai perdendo qualche goccia.»
«Tutta colpa di quel sugo. Mi sono incazzato così tanto da rompermi.»
«Aspetta. Magari se ti copro un pochino nessuno se ne accorgerà.»
«Dici?»
«Fidati. ‘Spetta che mi giro… Ecco, come nuovo. Vedrai che qualcuno ti comprerà lo stesso.»
«…»
«…»
«Ehi.»
«Dimmi.»
«Grazie per coprirmi.»
«Figurati. Se non ci si aiuta tra noi…»
«Giusto.»

E.

(soundtrack: Eminem – White America)

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