L’invasione dei “renzikeffà?!”

Consigli pratici per sopravvivere alla sindrome da talk show vacanziero

Caro lettore, cara lettrice.
Non ti ruberò molto tempo. Giuro. Solo 4 minuti.
Alla fine di questo articolo, sono sicuro mi ringrazierai.

L’estate si avvicina. Come ogni anno non vedi l’ora di lasciarti alle spalle il lavoro per poterti godere il santissimo trinomio del relax tutto italiano: lettino, spiaggia, buon cibo. Due settimane così attese che, non appena il sole di giugno comincia a battere insistente sulla finestra dell’ufficio, dalla radio fai risuonare potenti le note dell’ultimo successo sudamericano (tum ta-tum-ta tum!) tutto sole e glutei sodi, sudati e abbronzati. La concentrazione che viene subito sviata dal computer per rivolgersi inesorabile verso il lido dei sogni.

Ebbene, caro mio, lungi da me fare il guasta feste, ma devo renderti partecipe di un boccone amaro: la tua tranquillità tutta playa, cocktail e tormentoni caraibici rischia di essere messa in pericolo. Credi ancora che l’insistenza dei vu’ cumprà sia quanto di più fastidioso l’estate possa offrire, ovviamente tralasciando l’eventuale ritornello «Papà voglio un gelato»/«Mi scappa la pipì»/«Ho fame»/«Voglio fare il bagno» ripetuto a frequenza costante? Desolato, ma devo deluderti.

Le spiagge, quest’anno, saranno il punto zero di un nuovo contagio. Il morbo RKF-01 si è già trasmesso, dando vita al nuovo passo dell’evoluzione del vacanziere medio. Caro mio, è a malincuore che ti presento il renzikeffà?!.
Maestro di discussione politica, è così cultore del talk show televisivo da arrivare a trasformare i 100 quadrati circostanti il suo ombrellone ne L’Arena di Giletti (con tanto di parmigiana di melanzane per rifocillare gli ospiti).
Del tutto similare al vu’ cumprà, il renzifekkà?! condivide con la controparte commerciale le seguenti caratteristiche:

  1. insistenza: non proverà solo una volta a coinvolgerti nella discussione. Come un qualsiasi venditore più o meno colorato, non si risparmierà nel mostrarti il suo intero repertorio di argomenti, prendendoti poi a male parole una volta capito che con te non c’è niente da fare;
  2. tenacia nelle convinzioni: nel malaugurato caso in cui tu voglia farti coinvolgere dal “pippone” (trad. ‘argomentazione’), lungi da te l’idea di poterlo convincere del contrario di quanto espone. Come un vu’ cumprà navigato, vi lascerà qualche euro di spazio in cui muovere l’offerta, ma solo per raggiungere il punto oltre il quale non si schioderà per nulla al mondo;
  3. scarsa conoscenza dell’italiano: ebbene no, non è il suo forte. Congiuntivi, condizionali e concordanze di genere e numero non sono i suoi attrezzi del mestiere. Per nascondere tale inadeguatezza verbale, accompagna i propri deliri con svariate espressioni dialettali messe a punto nell’osteria del paese di residenza, sua vera fonte di informazione e luogo in cui passa le ore di libertà dopo il lavoro. È comunque capace di attaccare il “pippone” in più lingue ricorrendo a invidiabili capacità gestuali (cari turisti stranieri, non riuscirete a passarla franca).

Ecco come funziona il suo approccio: sei seduto/sdraiato sul lettino, occhiali da sole, libro aperto (va bene anche «La Settimana Enigmistica»), sul tavolino il tuo preferito cocktail fruttato e una buona scorta di sigarette o liquidi mentolati per il vaporizzatore. Dall’ombrellone affianco si levano voci concitate. Due, tre o anche quattro mascoli italici di mezza età. È una discussione di politica, una di quelle accozzaglie di luoghi comuni raccattati su Facebook che ascoltarla fa sanguinare le orecchie su su fino ai timpani. Fai finta di rimanere concentrato sul tuo passatempo, ma con la coda dell’occhio non riuscirai a fare a meno di esaminare la situazione. Uno di loro, sentendosi osservato, riconosce il tuo fugace interesse e intuisce il tuo benessere vacanziero, la tua mente libera da qualsivoglia preoccupazione. A questo punto si gira, chiaramente intenzionato a trascinarti nel suo delirio. Gli basta una frase, semplice: «Vero, giovane? E RENZIKEFFÀ?!»

Giunti fin qui, caro vacanziere, ci sono due possibilità per risolvere la situazione senza che si scivoli nel penale:

  1. sorridere educatamente e dare ragione al povero mentecatto. Tale soluzione, però, nel 99% dei casi rischia di incoraggiare ulteriormente il renzikeffà?!, spronandolo così a rompervi l’anima con le sue considerazioni spicciole buone per essere stampate in orrenda griglia su «Gente»;
  2. SCAPPA! Salvati finché puoi. Conserva quel minimo di sanità mentale che ti permetterà di pagare una pagnotta di pane senza tirare fuori «il governo ladro che affama il popolo e dà i soldi ai migranti negli alberghi a cinque stelle mentre l’Islam è una cultura inferiore e assassina» col resto del negozio.

Io ti ho avvisato. Un grazie, mi sembra il minimo.
Ah, un’ultima cosa: ancora convinto che Despacito sia il male assoluto dell’estate 2017?
(rispondi sinceramente)

E.

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