Alla continua ricerca della quadra

Ricordo la triennale. Lingue e culture per l’editoria. Verona.
Su un libro, mi sembra proprio Il gioco della lettura (Gerard Unger, 2006), l’autore invitava il lettore a esercitare l’occhio in un modo piuttosto singolare: riconoscere quanti più caratteri tipografici in tutto ciò che lo circonda. Ricordo di aver alzato gli occhi dal libro, entusiasta della sfida, e di aver fissato per qualche minuto i rami tentacolari di una pianta posta sul banco della biblioteca. La prima fu una O, poi una V, una A e una R. Pochi secondi ancora ed ecco una E, una U, una F. Soddisfatto della buona riuscita del piccolo esperimento, mi immersi di nuovo nella lettura.
Ricordo il momento in cui ho scattato ogni singola foto utilizzata per le mie storie. Lottare col rettilineo dei terzi oppure scattare a caso, cercando di tirare fuori qualcosa di buono con qualche rudimento di post-produzione.
Anche se non posso fare a meno di pensare a tutte le immagini mentali utilizzate. Chiudo gli occhi e, dettaglio su dettaglio, costruisco il fotogramma di partenza.
Ricordo ogni momento passato a scrivere. Non ricordo, invece, ogni idea. Ci sono i taccuini per quello, le pagine su cui la penna traccia i primi contorni di una storia in attesa della sua forma finale. Ore passate alla ricerca delle parole giuste, per poi trovare la quadra in pochi minuti di scrittura frenetica.
Come per un buon disegnatore di caratteri, la forma è tutto. Spigoli che dal disordine creano armonia. Bianchi e neri che si fondono in luce e ombra su carta e su schermo. Qualcosa che deve colpire, altrimenti è tutto inutile.
Mai smettere di osare. D’altronde, come canta Renato Zero, «Il triangolo, no! Non l’avevo considerato… D’accordo ci proverò, la geometria non è un reato»; e questo vale anche per la canzone che ho utilizzato come sottofondo (vai a cercarla, qualche post fa).
E ora, esercitati tu su questa foto. Che forme vedi?
✑ Emanuele
Ciao, è un piacere averti qui.
Sono Emanuele, copywriter, food writer e scrittore freelance di Verona.
Scrivo di enogastronomia e viaggi (e non solo) per chi cerca una voce chiara, unica, evocativa.
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