EMANUELE SECCO

Copywriter, food writer, social media manager, scrittore freelance

Chi sono

Social media manager, food writer, copywriter, scrittore…

Questo è il mio lavoro, certo, ma ovviamente non dice tutto di me.
Che io mi ricordi, però, ho sempre voluto scrivere.

Chi sono, In cinque punti

emanuele secco copywriter food writer social media manager verona punk food copy chi sono
  • nato a Gemona del Friuli, dopo un’infanzia passata tra il Danubio e qualche trasloco mi stabilisco a Valeggio sul Mincio (Verona);
  • mi diplomo come perito informatico, mi laureo in editoria e giornalismo (stessa cosa, proprio);
  • amo il buon cibo e il buon bere, specie se in compagnia;
  • viaggio in Italia e all’estero appena posso;
  • nel tempo libero scrivo racconti (primo romanzo in cerca di editore), mi nutro di buone storie, curo Puntarelle e il mio profilo Instagram, scatto fotografie con lo smartphone, e passeggio con il mio cane.

Dopo sette anni come caporedattore nell’editoria giuridica e due di scrittura un po’ qui e un po’ là, ho deciso di coniare Punk Food Copy: una nuova idea di comunicazione.

Ti serve una mano per curare la tua comunicazione?

Ma quindi, perché scrivo di cibo e viaggi?


Perché scrivo di cibo e viaggi?

Sono due passioni che risalgono a quando ero un soldo di cacio, come del resto il mio amore per scrittura, lettura, cinema e musica.

plokkfiskur emanuele secco food writer copywriter freelance scrittore verona
Plokkfiskur, stufato di pesce islandese con pane di segale e burro salato.

Il mio amore per la cucina nasce come riflesso del fatto che da bambino non gradivo mangiare, non per qualche complicazione di salute ma perché lo vedevo come una perdita di tempo che mi distoglieva dal gioco. Ero capriccioso e schizzinoso, mi piaceva solo un numero molto ristretto di pietanze, ripudiavo le verdure e il pesce (a parte le trote friulane), e non amavo assaggiare le novità; tutti aspetti che mi preclusero l’assaggio di molte leccornie che avrei inseguito più tardi.

Con l’età mi sono sbloccato e ora si salvi chi può. Quando devo assecondare il mio lato goloso, gusto ogni boccone, studio gli accostamenti, mi informo sugli ingredienti e cerco di memorizzarne ogni sfumatura. In più mi piace perdermi nei ricordi evocati dall’assaggio di un piatto o dall’affiorare di un particolare profumo.

islanda gufufoss emanuele secco food writer copywriter freelance scrittore verona
Una delle mie poche foto in posa (Gufufoss, Islanda, Google Maps).

Per quanto riguarda i viaggi, posso dire che grazie alla mia famiglia ho avuto la fortuna di viaggiare molto. Ho vissuto all’estero (Budapest) e in varie zone d’Italia (Friuli, Lazio e Veneto), e casa è sempre stata la base di appoggio per approfondire la conoscenza dei dintorni anche dal punto di vista gastronomico.

Non amo i villaggi turistici e la loro apatia nei confronti della vita locale, e nemmeno i viaggi troppo organizzati.

Non sono uno che all’estero si rifugia nel ristorante italiano o nei fast food. Sono curioso e ho fame di storia, di piatti e vita quotidiana. Amo passeggiare nelle città e nei piccoli borghi per immergermi nei profumi provenienti dai ristoranti e dalle case, così come amo perdermi nei panorami e nelle voci della Natura.

Prima di partire per una destinazione che non conosco, amo approfondirne la cultura, le usanze e la tradizione culinaria, così da avere un’infarinatura utile per orientarmi una volta lì; e se posso imparo già qualche parola nella lingua locale, ché male non fa.

Detto questo, ti lascio un’ultima precisazione.

Non sono uno chef, non sono un maestro dell’impiattamento e non sono un sommelier, però vedo nel cibo e nei viaggi la mia strada, perché scrivendone mi sento felice. Posso scavare, descrivere ed evocare, e mi diverto a farlo.

Bello tutto, ma cosa significa il logo?


Logo – Perché le rune?

logo chi sono emanuele secco scrittore copywriter freelance verona

C’è stato un tempo in cui la scrittura era magia. Erano i giorni dei norreni, i popoli germanici oggi erroneamente conosciuti con il nome ‘vichinghi’.

Sebbene la cultura di massa li abbia sempre dipinti come sciacalli capaci solo di uccidere e saccheggiare, i norreni erano caratterizzati da una cultura ricchissima che trova l’espressione più affascinante nelle rune.

La maestria di incidere i caratteri di questo alfabeto non era per tutti. Come riportato ne I miti nordici, «Odino [il più potente degli dèi] insegnò le rune agli uomini che gli parvero degni di avere un tale potere»;1 la scrittura era quindi intesa come potere magico e divino che garantiva il controllo su ogni entità della natura, e per questo riservata a sacerdoti e pochi altri iniziati.

Il mio logo riprende questo concetto a partire dalle tre rune che ho deciso di portare sempre con me sulle dita che uso per scrivere a mano.

runa ansuz emanuele secco scrittore copywriter freelance verona
Dito medio, Ansuz: ‘dio’, ‘quercia’, ‘frassino’

Dito indice, Þurisaz: ‘orco’, ‘gigante’, ‘spina’

Pollice, Gebo: ‘generosità’, ‘dono’

Se si completa l’estremità di uno stecco di legno con una spina, si ottiene una penna che per essere usata richiede un dono: l’abilità di scrivere. In più, sta a medio, indice e pollice sorreggere e guidare la scrittura.

Secondo la tradizione norrena, ogni runa corrisponde a uno o più concetti che, nel momento in cui li si combina, assumono nuovi significati. Lo stesso avviene per lettere e parole, e io mi ci voglio divertire.

E poi, se aguzzi la vista, ci trovi le iniziali di Punk Food Copy. 😎

1 Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici, Longanesi, Milano, 1991, p. 89

Ehi, sei alla fine della pagina!
 Questo è il momento giusto per vedere