EMANUELE SECCO

Copywriter, food writer, social media manager, scrittore freelance

Semplificare un testo: perché è utile?

Un testo semplice e chiaro è una porta che tutti possono aprire, soprattutto nella comunicazione pubblica, istituzionale e d’impresa. Qui ti racconto una parte del mio lavoro

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Foto di Kelly Sikkema su Unsplash

Hai mai pensato che spesso puoi esprimere lo stesso concetto con meno parole?

Non mi riferisco agli ambiti specialistici in cui è necessario un lessico specifico o alla produzione letteraria, ma alla comunicazione pubblica e istituzionale. Le e-mail aziendali o di assistenza clienti, le aree personali nei portali della Pubblica Amministrazione, i siti web e le app delle grandi organizzazioni (banche comprese), sono esempi di testi che devono fornire informazioni chiare per tutti.

Negli anni ho visto un’infinità di giri di parole inutili, periodi prolissi e ripetitivi, e rimango sempre stupito dal numero di subordinate che riusciamo a inserire in una frase, come se la bontà di uno scritto dipendesse dalla sua lunghezza e dal lessico ricercato. Peccato che questi vezzi sono i primi nemici della chiarezza.

Come si semplifica un testo, perché conviene, e quali sono i rischi se non lo fai?
Cominciamo.

Cos’è l’antilingua?

Se la lingua è un codice condiviso con regole precise, l’antilingua è la madre dei fraintendimenti.

Come scrive il prof. Giunta:

«Questa lingua artificiale, fasulla, è il sintomo di un rapporto sbagliato non solo con il linguaggio ma con la vita e sé stessi. Chi parla o scrive così vuole darsi un’aria di importanza, vuol essere più di quel che è realmente, vuole mettersi su un piano diverso e più alto dei suoi interlocutori.»

Claudio Giunta, Come non scrivere, 2018, DeA Planeta Libri S.r.L., III ristampa, p. 38

E non è così difficile da individuare, perché basta leggere una qualsiasi comunicazione cartacea o via e-mail, o anche solo accendere la televisione: testi fitti di pronomi allocutivi con la maiuscola (Lei, Voi, risponderVi), i vari «Il piatto che ora andremo a preparare» e le immancabili e-mail che sprizzano arcaismi da tutti i bit.

Quando si comunica con il pubblico bisogna andare dritti al punto, perché il fraintendimento è dietro l’angolo. E per cominciare potresti eliminare la parola ‘pleonasmo’ dal tuo vocabolario interno.

Il pleonasmo: una bestia brutta brutta

Indulgere nel pleonasmo vuol dire allungare il brodo con parole superflue per il timore inconscio che un testo corto non possa soddisfare lo scopo della comunicazione. Peccato che brevità e chiarezza siano spesso sinonimi.

Qualche esempio:

  • a me mi piace;
  • entrare dentro, uscire fuori;
  • guardare con gli occhi, mordere con i denti, annusare con il naso;
  • andare a preparare (o qualsiasi altra azione).

Leggi l’ultima comunicazione della tua compagnia di assicurazioni e prova a cancellare la parole superflue. Hai visto quante ce ne sono?

Ora, che ne dici di riflettere su chi è il tuo pubblico?
Così, giusto per decidere quali parole usare.

Scegli le parole in base al pubblico

Lo so che se non usi parole o frasi “professionali” ti sembra di fare brutta figura, ma fidati che non è così. Se opti per un linguaggio troppo specifico, rischi che il cliente non ti capisca, e il risultato sarà una reciproca perdita di tempo e fiducia.

“Per chi sto scrivendo?” e “Qual è il livello medio di scolarizzazione (o anche il più basso)?” non sono domande elitistiche. Ricorda sempre che non stai scrivendo per il tuo settore ma per un pubblico che in gran parte ne è estraneo, quindi mettiti dalla parte di chi ti leggerà.

Qualche esempio pratico di semplificazione?
Arriva subito.

Come semplificare un testo

Ricorda: semplificare non vuol dire rinunciare a stile e complessità.

L’e-mail di risposta di un’assistenza clienti o un manuale non sono opere letterarie, quindi puoi tralasciare un lessico più ricercato. Allo stesso tempo, però, ci vuole comunque una buona padronanza della lingua per produrre un testo semplice ed esaustivo. Concentrati sulla chiarezza e lascia perdere la bella lingua, ché tanto non serve.

Qualche spunto utile:

  • scomponi nelle parti minime ogni operazione che l’utente deve eseguire in autonomia;
  • spiega sempre il significato dei termini tecnici (sempre che tu non ti stia rivolgendo a un pubblico che quei termini li conosce bene);
  • scrivi parole e frasi brevi (sono le più efficaci);
  • non è detto che il testo finale debba essere breve, l’importante è che ogni parte sia utile e ben riconoscibile nel layout.

Ricorda che per questi testi stile e complessità sono inutili senza la comprensione, perché rischiano di generare fraintendimenti nocivi per te e per chi legge. In questo tipo di scrittura, la vera eleganza sta nella chiarezza assoluta.

Ora guarda qui:

TESTO ORIGINALETESTO SEMPLIFICATO
La ricetta che vado a preparare è [nome ricetta].Oggi preparerò [nome ricetta].
SS.mo e gentilissimo cliente, La ringraziamo per la segnalazione, la Sua richiesta è stata presa in carico dal reparto tecnico e verrà esaurita quanto prima.Buongiorno e grazie per la segnalazione. Avviseremo via e-mail una volta risolta.
All’interno del comparto aziendale X sono presenti evidenti criticità nella percezione di un’utilità o meno nell’utilizzo di un linguaggio puntuale nonché specifico e professionale.Il personale del reparto X non sa parlare in modo chiaro.
Quella che vedi è la finestra dove puoi cominciare a valutare la possibilità di fare una prenotazione.Questa è la finestra di prenotazione.

Sono soluzioni molto grezze, certo, ma hai visto quanto sono più chiare e dirette?

Per finire

Galileo Galilei scrisse che «parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi». E il punto è proprio questo: se un testo è rivolto al grande pubblico, tutti devono capirlo. Solo così si crea una comunicazione che non metterà in difficoltà il lettore. La soluzione, quindi, è semplificare, perché al contrario si continuerà a produrre un’antilingua dannosa.

In questo senso, chi scrive deve fare attenzione a bilanciare il piacere per la scrittura con il bisogno di farsi capire. Solo mettendosi dalla parte del lettore si può da dare vita a testi chiari, semplici e diretti.

Lo strumento più utile in questo lavoro? Le forbici. Reali o virtuali che siano, aiutano a tagliare le parole che non servono.

Emanuele

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