EMANUELE SECCO

Copywriter, food writer, social media manager, scrittore freelance

Come scrivere di enogastronomia? Pensalo come una ricetta

Se vuoi fare il food writer, la teoria non è tutto. Come per le tagliatelle fatte in casa, gli ingredienti fondamentali sono ricetta, tanta pratica, talento e ispirazione

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Scrivere è come fare le tagliatelle.

Raccogli le idee in un vulcano e riempi il cratere centrale con le parole chiave.
Incorpora parole, idee e suggestioni con una matita finché non ottieni una prima bozza da lavorare a mano.
Quando la bozza appare liscia e omogenea, coprila con un canovaccio e lasciala riposare. L’importante è non maneggiarla troppo, altrimenti diventerà un ammasso molle e appiccicoso da buttare.
Una volta riposata, sfoglia la bozza con una penna rossa finché non otterrai lo spessore desiderato.
Adagia le sfoglie sul piano di lavoro o su un vassoio infarinato e taglia nel formato desiderato.
Impagina le tagliatelle in nidi, poi disponili su un vassoio infarinato fino alla pubblicazione.

È una questione di ingredienti divisi, impasto, attesa, rifilo e cottura, un processo in cui la ricetta iniziale e un tocco di ispirazione trovano la quadra per soddisfare un bisogno o solo allietare i sensi. E mentre scrivi, la tua nonna interiore ti ricorda che non esiste una ricetta fissa.

Le tagliatelle di tua nonna non sono uguali a quelle che fa la mia, e la stessa cosa succede con un testo. «Scrivi, mescola, rivedi, vai un po’ a occhio» sono i passi in cui talento, tecnica e pratica si fondono in un tocco personale: lo stile.

Ogni persona che scrive deve trovare il suo metodo e la sua voce, ovvero gli ingredienti che rendono una storia irresistibile quanto basta per catturare il lettore.

Mangiare un piatto di tagliatelle è come leggere una storia: ogni forchettata racchiude un capitolo che racconta un’esperienza, ogni goccia di sugo è una frase che rimarrà impressa nella mente di chi legge. Un risultato che rende ancora più preziosa la preparazione, il momento in cui mente e mani si intrecciano con lo scopo ultimo della creazione.

Quindi eccomi qui, a scrivere qualche riga ispirato da due foto scattate durante la Vigilia di Natale di qualche anno fa. Nonna e nipote stanno preparando le tagliatelle per il giorno dopo. L’unico angolo in cui posso sedermi è accanto alla cucina economica, una fornace che deve mantenere il bollore di brodo e pearà. La temperatura è quasi insostenibile, ma non voglio perdermi questa storia per nulla al mondo.

Emanuele

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