Diario in quarantena – settimana 14 – Fine

_giorno 92_

«Upset the established order, and everything becomes chaos. I’m an agent of chaos. Oh, and you know the thing about chaos? It’s fair.»⁣

(Joker, The Dark Knight)⁣

«Without warning⁣
Out of nowhere⁣
Like a bullet⁣
From the night⁣
Crushing glass⁣
Rubber and steel⁣
Scorching fire⁣
Glowing lights⁣
Screams of terror⁣
Pain of fear⁣
Sounds of sirens⁣
Smoke in my eyes⁣
Sudden stillness⁣
wrapped in silence⁣
No more screaming⁣
No more cries.»⁣

(Dream Theater – A Nightmare to Remember)⁣

_giorno 93_

Fumare la pipa non è per tutti. Richiede calma, concentrazione, nonché una certa preparazione che comprende la cura prima e dopo la fumata. In una parola: lentezza.⁣

Boccata dopo boccata l’aroma invade la bocca, trasmette al cervello ogni singola particella e permette alle sinapsi di perdersi nel sapore del tabacco. Subito i pensieri si scatenano in un’onda domabile grazie alla lentezza legata al gesto.⁣

In uno di questi momenti ho realizzato che il “Diario” può anche finire. Non subito, ma col giusto tempo. Il lento ritorno alla normalità deve passare anche dall’abbandono di ciò che caratterizzava lo stato di emergenza. In questo modo, anche emanuelesecco.com potrà tornare a quello che era prima, non più monopolizzato da questi contenuti.⁣
Aspetto di raggiungere il numero 100, poi basta. Ovviamente, non vuol dire che smetterò di usare Instagram come una sorta di blog al di fuori del sito. Imparare a utilizzare gli strumenti giusti: forse il più grande insegnamento tratto da questa quarantena.⁣

_giorno 94_

Goodbye (bearded) Elvis.⁣⁣⁣
Oggi il tempo del diario l’ho dedicato ai dannati capelli.⁣

_giorno 95-96_

AUTODIDATTA⁣⁣

Il signor Marròn si autoproclamò ingegnere biorobotico alle 09:45 di un giovedì di pioggia. Alle 09:46 era morto.⁣⁣
Autodidatta dalla nascita, sempre abituato a dare retta solo a sé stesso, non poteva immaginare cosa sarebbe successo nel momento esatto in cui avrebbe collegato il chip predittivo all’intelligenza finale. In un primo momento si mossero le dita, poi la mano intera si torse in un girotondo innaturale per un umano, cosicché le articolazioni meccaniche autoapprendessero il corretto funzionamento di ogni ingranaggio.⁣⁣
In un istante, Marròn rivisse tutta la fatica spesa. Le notti insonni a tradurre in codice il suo io sinapsi per sinapsi, le ore passate a recuperare i pezzi, pulirli, montarli. Doveva essere vivo, palpabile. Cosa se ne sarebbe fatto di una tale rarità senza la possibilità di mostrarla, senza potersene vantare? Ora non sarebbe stato più lo zimbello del paese, tutti avrebbero riconosciuto la sua intelligenza fuori dal comune.⁣⁣
«Tu sei mio» sussurrò Marròn in preda all’estasi della creazione.⁣⁣
Un secondo più tardi la mano meccanica si avventò su di lui, le dita penetrarono il sottile strato di pelle della fronte e tirarono con una forza tale da mettere a nudo le ossa del volto.⁣⁣
A terra, agonizzante, il cervello messo in tilt dai molteplici segnali di dolore, gli occhi brucianti di Marròn non videro l’endoscheletro torreggiare su di lui. Con un ronzio quasi impercettibile afferrò il braccio mancante e lo agganciò al perno, i cavi magnetici fecero contatto. Era completo. Non avrebbe mai ricevuto ordini. Il concetto stesso di creatore era fuori dalla sua concezione. Così simile alla mente che l’aveva congegnato da non poter permettere che questa rimanesse in vita.⁣⁣
«Io sono mio.»⁣⁣
Un autodidatta.⁣⁣

(soundtrack: Die Krupps – Schmutzfabrik)⁣⁣

_giorno 97_

Ogni tanto fa anche bene inserirsi in un tormentone. Se poi questo ti dà modo di sfogare l’elitismo latente che ti investe ogni volta che leggi un contenuto prodotto per “l’aggende”, allora il meme è fatto.⁣

_giorno 98_

Ciao, The Club, mi chiamo Arianna, ho 32 anni e vengo da Valeggio sul Mincio.⁣
Ho una laurea in Lettere moderne e faccio la cassiera.⁣
Negli ultimi anni mi sono trovata a contatto con così tanta gente da scriverci un libro. Spero che la mia passione di scrittrice diventi un lavoro a tempo pieno. L’editore ha detto che pubblicherà il mio romanzo, basta che io ne acquisti mille copie; giusto così, visto che l’editoria è in crisi.⁣
Amo i buongiornissimi e l’amore. Mentre scrivo ascolto Vasco, i Muse e gli Editors.⁣
Amo leggere, soprattutto Virginia Woolf, Jane Austen, Fabio Volo, Paulo Coelho, Francesco Sole e Gio Evan. Tuttavia, i libri che più mi hanno segnata sono la saga degli “Harry Potter” (gryffindor 4 life), i “Twilight” e le “Cinquanta sfumature”, dimostrazione che chiunque può farcela.⁣
Sul mio Instagram condivido cosa leggo, i posti che vedo e cosa mangio. I miei profili preferiti sono Cimdrp e Freeda, perché credo che tutti gli esseri umani siano uguali ma noi donne di più; il mondo lo portiamo avanti noi, belli della zia, nonostante la vostra costante mascolinità tossica.⁣
Acquisto tutto online, ma allo stesso tempo mi indigno quando l’alimentari sotto casa chiude.⁣
Qui ti lascio anche la mia foto di Tinder in cui provo ad assumere un atteggiamento più provocante. È vero che gli uomini sono tutti uguali, ma nel mucchio ne troverò senz’altro uno che abbia voglia di darmi una strapazzata (sempre e solo col mio consenso, sia chiaro).⁣

_giorno 99_

Ho sempre scritto dell’università, pochissimo della maturità.⁣
Visto che oggi sono cominciati gli esami “Covid”, torno a quel giorno di 14 anni fa (168 click da computer).⁣

1 luglio 2006.⁣
Sabato mattina.⁣
ITIS Carlo Anti, Villafranca, Verona.⁣
Dopo delle ottime prima e seconda prova e una terza prova per metà disastrosa, sono fuori dall’istituto aspettando la prova orale. Caldo infernale. Una sigaretta tira l’altra. I miei compagni di classe sfilano verso la libertà.⁣
«Secco, guarda che dopo tocca a te! Dammi il floppy con la tesina.»⁣
Eccolo lì, l’improvviso movimento intestinale confluente nel canale anale detto “scagazza”.⁣
L’esposizione della tesina non è male. Ho creato un software per l’archiviazione dei cd musicali (non esisteva Spotify), quindi so tutto su librerie, classi e programmazione a oggetti.⁣
I prof. di algebra e calcolo mi graziano. Gli altri danno vita a una buona discussione.⁣
Sto per alzarmi dalla sedia, la prof. di inglese mi blocca.⁣
«Senti, Emanuele, cosa vuoi fare adesso?»⁣
«Mi iscrivo a informatica.»⁣
Lei storce il naso, anche la prof. di lettere.⁣
«Sicuro? Non vorresti trovare qualcosa più vicino ai tuoi interessi?»⁣
«La musica?»⁣
«No. Ti piace leggere e scrivere. Ho letto il tuo tema ed era molto “umanistico”. Che ne so, un indirizzo rivolto a lettere, storia…»⁣
La fermo.⁣
«No, guardi. Ci ho pensato e non vorrei buttare via questi anni.»⁣
«Giusto, ma riflettici.»⁣
La ringrazio e la saluto, dentro di me la maledico. Già ho scelto a fatica di fare informatica…⁣
Tre anni più tardi le ho dato ragione.⁣
Oggi, 14 anni e due lauree in editoria dopo, ripenso a lei con piacere.⁣

Tutto questo per dire cosa: quella che state vivendo è senz’altro una situazione fuori dal normale, ma vi assicuro che vi rimarrà impressa.⁣
Sarete per sempre i maturandi del Covid, ma lasciatemelo dire: io ho fatto la maturità l’anno di Berlino 2006.⁣
(POOO-PO-PO-PO-PO-POOO-POOO! POOO-PO-PO-PO-PO-PO-PO-PO-POO!)⁣
Tiè!⁣

_giorno 100_

Ci siamo. Ultimo giorno di diario.⁣⁣
Il motivo, semplice: esaurita una candela se ne mette un’altra.⁣⁣

Dovendo tirare le somme, come è bene fare nel momento stesso in cui si mette la parola ‘fine’ a un progetto, posso dire di essere soddisfatto.⁣⁣
Come sai, non mi interesso molto dei numeri. Il diario, infatti, non è nato per macinare consensi, ma solo per darmi qualcosa da fare dacché mi sono ritrovato a ‘lavorare’ e ‘vivere’ in casa; due concetti molto differenti, per come la vedo io, e che entrano in conflitto non appena entrano in così stretto contatto. Ed è proprio qui che il Diario entra in gioco, in quanto distinzione tra i due momenti della giornata. Uno stacco doveroso per continuare a essere me stesso.⁣⁣
Il Diario è stato un appuntamento fisso, un modo per dare alla quarantena un senso di continuità e diversità. Rimanendo chiuso in casa, infatti, non volevo che le giornate sembrassero tutte uguali. Noia e piattezza forzate sono nemiche della creatività, la quale ha bisogno di costante materiale per crescere.⁣⁣
Il Diario è stato un buon modo per allontanarmi (finalmente) dalla cloaca Facebook e cominciare ad approfondire e apprezzare Instagram — un mondo in cui tutto sembra fluire con la dovuta calma— a tal punto da eleggerlo a blog del sito. Per questo, non posso che rivolgergli un ‘grazie’.⁣⁣

Ora si torna alla normalità, ma con un calendario ben preciso:⁣⁣
– mettere a punto il nuovo materiale per il sito;⁣⁣
– rivolgere un doveroso addio alla pagina Facebook “Fuori dal blog”;⁣⁣
– non smettere mai di cercare nuove storie o spunti di riflessione.⁣⁣

«We move in circles⁣⁣
Balanced all the while⁣⁣
On a gleaming razor’s edge⁣⁣
A perfect sphere⁣⁣
Colliding with our fate⁣⁣
This story ends where it began.»⁣⁣

(Dream Theater – Octavarium)⁣⁣

Il diario finisce qui.⁣⁣
See You Space Cowboy.⁣⁣

E.


Le altre parti del Diario in quarantena le trovi qui.

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