Diario in quarantena – settimana 9

_giorno 57_

«This piece of BARBED WIRE is a part of the „IRON CURTAIN” alongside the Hungarian-Austrian border, that palpably represented the division of the European continent into two halves. Its dismantling was made possible by the will of the HUNGARIAN PEOPLE and the recognition of peaceful, co-existence and mutual interdependence. We believe that the artificial, physical and spiritual walls still existing in the world, some day shall collapse everywhere!»

«Ez a SZÖGESDRÓT darab része anak a Magyarország ausztriai határán kiépített „VASFÜGGÖNY” –ned, amely fizikailag is jelképzte az európai kontinens kettéosztottságát. Lebontását a MAGYAR NÉP akarata, a népek közótti békés együttélés és az egymásra utaltság felismerése tette lehetővé. Hiszünk benne, hogy a világon még meglévő mesterséges fizikai és szellemi válaszfalak egyszer mindenütt leomlaak!»

«Questo pezzo di FILO SPINATO è un frammento della “CORTINA DI FERRO” posta sul confine tra Ungheria e Austria, la quale rappresenta la divisione tangibile del continente europeo in due metà. Il suo smantellamento è stato possibile grazie al volere del POPOLO UNGHERESE e al riconoscimento di una pacifica coesistenza e mutua interdipendenza. Crediamo che i muri artificiali, fisici e spirituali ancora presenti nel mondo, un giorno crolleranno!»

Memento.

_giorno 58-59_

Ore 16. Comincia il weekend.
Preparo il cuscino in modo da potermici stendere sopra. L’iPad appoggiato alla testiera del letto. Si scrive.
La finestra è aperta, la luce che si riflette sulla parete della casa accanto immerge la camera in una squisita tonalità arancione. Fa caldo, la dolce brezza aiuta il respiro.
Un paio di voci spiccano tra i rumori della strada.
– Ehi, tu, la mascherina!
– Va’ in mona, ostia!
– Ma dove vai? È tutto chiuso!
– Ancora parli? Va’ in mona!

La vita ha ripreso il suo lento scivolare verso la normalità.

_giorno 60-61_

Settimana piena di visite tra genitori e suoceri. In una parola: congiunti.
Poi arrivano loro, la parte canina. Fanno feste, chiedono attenzioni, ti fanno capire che hanno sentito la tua mancanza. E sebbene la differenza tra cane e umano debba essere marcata (concetto sacrosanto), non ce la fai a non considerarli parte della famiglia.

Good to see ya, dear friends.

_giorno 62_

È molto probabile che nelle mie Instagram Stories di ieri (o sul post presente sulla pagina Facebook) tu abbia potuto vedere cosa succede a chi, snocciolando supposte e non evidenti doti di formatore nel campo della scrittura, invia mail il cui unico destino è quello di essere stampate, accartocciate e buttate nel cestino; magari con una bella invettiva di sottofondo, anche solo per gustarsi il momento.

Qui ti lascio il testo originale e la mia risposta.
Preciso: non c’ho perso tempo perché non avevo nulla da fare, ma perché ho ritenuto giusto essere un po’ severo; in secondo luogo, ritengo opportuno specificare che non si tratta di una messa alla gogna (infatti mi sono premurato di escludere dagli screen i dati sensibili), piuttosto è una lezione, questa sì, di scrittura.
Come già saprai odio i santoni e i loro motti motivazionali, ma per una volta voglio snocciolartene uno: vuoi avere successo con chi scrive? Impara a scrivere. Semplice. Diretto. Niente ragionamenti o giri di parole inutili.

_giorno 63_

Fase 1. Fase 2.
Cambiamento.

In queste nove settimane ho avuto più tempo sì per scrivere, ma anche per osservare e tirare un po’ le somme di quanto fatto finora. A questo proposito, ho realizzato di non appartenere più alla community di Facebook. Mi spiego: la battaglia per la qualità dei contenuti (su Facebook) è ormai persa.
Ognuno di noi ha il potere di trasformare la sua piattaforma di riferimento in un luogo a sua
immagine e somiglianza. Un ottimo fattore nel momento in cui si cerca di pubblicare materiale di qualità, ma una catastrofe quando si sfogano gli istinti più bassi.
Questo non vuole essere il solito pippone dalle venature elitarie, ma un punto della situazione basato sui fatti. Facebook è diventato una community tossica, in cui i diamanti sono davvero troppo rari per giustificare la quantità di liquame presente. Ogni singola discussione (nel suo senso etimologico) con persone che non appartengono alla propria “cerchia di sicurezza” diventa uno scontro inutile e irrisolvibile. I contenuti vengono governati da algoritmi che favoriscono il consenso becero e istintivo, piuttosto che quello pensante. Trovo giusto, quindi, lasciar perdere e concentrarmi su altre piattaforme.

Annuncio, quindi, la prossima chiusura della pagina Facebook “Emanuele Secco – Fuori dal blog”. In questo senso lascerò attivo solo il mio profilo utente, ma solo perché devo anche lavorarci.
A partire dai prossimi giorni, quindi, riorganizzerò la condivisione dei contenuti legati a emanuelesecco.com e alla mia attività di scrittura tra Instagram, il mio profilo FB personale o LinkedIn (anche Twitter, al limite, ma è in forse).

(soundtrack: Red Hot Chili Peppers – Road Trippin’)

E.


Le altre parti del Diario in quarantena le trovi qui.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.