Diario in quarantena – settimana 6

_giorno 36-37_

Prendi un politico a caso e arrenditi al fatto che ha sempre ragione.
No, davvero, ci hai mai pensato?

Ha paura del virus, ma intanto continua a dire che è poco più di un’influenza.
Dice di fidarsi degli scienziati, ma poi diffonde le peggiori castronerie sui legami tra il virus e i laboratori cinesi, il 5G, il complotto giudaico-omosessuale e gli Stati Uniti che ci vogliono invadere; senza dimenticare l’ananas sulla pizza.
Ricorda a tutti l’importanza di stare a casa, ma poi sbraita e pretende la riapertura delle chiese; vero che la scienza è importante, soprattutto in questi casi, ma ancora più il cuore immacolato di Maria (quello sì che ci salverà).
Passa le giornate ad attaccare il Governo, ma piagnucola come un lattante nel momento in cui la fiamma gli si ritorce contro.
«E l’Europa dov’è?!», ma anche «Che schifo l’Europa!» Da una parte o dall’altra, ci azzecca sempre. Il segreto è dire sempre tutto il contrario di tutto. E aspetta di sentire cosa si inventerà quando finirà ‘sta quarantena.
Ha ragione lui. Fine.

_giorno 38-40_

«Non sei fregato veramente finché non hai da parte una buona storia.» Cercando di mantenere quanto più possibile la normalità, con gli amici abbiamo deciso di terminare a distanza il cineforum iniziato qualche anno fa. Ieri è toccato a “La leggenda del pianista sull’oceano”, ultimo film della rassegna.
Non riesco a contare quante volte l’ho visto, ma ogni occasione è buona per appassionarsi a quella che è, in definitiva, una buona storia. Ed è proprio questo il potere delle belle storie: non stancare mai, non averne mai abbastanza, scoprendo ogni volta un pezzettino in più del mondo contenuto al loro interno.

Finita la visione, mi sono messo a pensare. La troverò mai una storia simile? Sarò mai in grado di emozionare il pubblico a tal punto da farlo mio? Domande inevitabili, considerando il lavoro/passione che ho scelto.
L’unica soluzione è lavorare, mettere in ordine le idee, sapere quando serve una pausa per sgombrare i pensieri. Azioni molto utili, soprattutto durante questa quarantena.

Io continuo a provarci, anche se è dura.
È possibile provare vera soddisfazione senza difficoltà? La risposta mi sembra scontata.

_giorno 41_

Salvarsi il culo. Locuzione stupenda, ma che non ha mai trovato pieno senso come in questi mesi di quarantena.

Mentre qui in Italia la gente assaliva i supermercati svuotando scaffali e banchi frigo dedicati a uova, farine e lieviti, negli USA la popolazione pensava a rifornirsi di salviette disinfettanti, carta igienica e armi; le prime due per pulirsi il culo, le ultime per salvarselo contro il fenomeno della “zombie apocalypse”, ovvero il rischio di venire derubati da gente affamata o da quei poveracci che vengono “ospitati” nei parcheggi perché non possono permettersi un sistema sanitario che non li contempla come soggetti meritevoli di cure.
In questi ultimi giorni, sempre dal Paese cardine dalla sindrome da pene piccolo, giunge un messaggio di speranza: finita la carta igienica e le salviette, la popolazione ha scoperto bidet e water col doccino.

La preservazione delle proprie terga passa anche dalla loro pulizia. Ecco, quindi, che la locuzione ‘salvarsi il culo’ assume significato e prende vita.
È il caso di dirlo: mens sana in culo purgato.

Welcome, America, in the clean butt club.

_giorno 42_

Mai come ora mi sono messo a fantasticare sui prossimi luoghi che vorrei visitare. Ogni giorno ci penso e ripenso, mettendo a confronto l’attuale lista con quella stilata prima della quarantena così da crearne una definitiva.

Il pensiero successivo riguarda il quando sarà possibile viaggiare, magari con la stessa “facilità” con la quale lo si faceva prima. Sicuramente, attingendo anche da discorsi fatti coi vicini, cambierà tutto anche in questo contesto. Come già successo dopo l’11 settembre – spartiacque che impose misure di sicurezza più rigide – non è escluso il fatto che viaggiare comporterà nuove abitudini tra cui si annovereranno norme più strette in ambito igienico e di distanziamento sociale (povera Ryanair, mi viene da dire). Quindi, oltre al pensiero su bottigliette, profumi, shampoo e sacchetti ermetici dell’IKEA, dovremo focalizzarci anche su mascherine, gel igienizzante e distanza di sicurezza.
Una cosa fattibile? Non saprei. Preferisco ricominciare a pensare a una eventuale destinazione.

_LISTA DESTINAZIONI_
(in ordine di impellenza)
– Stati Uniti del Sud
– Romania
– Islanda
– Russia (magari sulla ferrovia Transiberiana)
– Spagna
– Portogallo
– Francia
– Cina
– Giappone
– Ungheria (in ultima posizione, ma solo perché ho sempre voglia di tornarci)

E.


Le altre parti del Diario in quarantena le trovi qui.

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