Diario in quarantena – settimana 5

_giorno 29-30_

Il link non restituisce un’anteprima utile alla sua pubblicazione.
Lo comunico.
Risposta: «Lo invio tramite mail?»
Scrivo che non c’entra l’invio o no tramite mail. Il link funziona e rimanda all’articolo, ma è Facebook a non caricare l’anteprima.
Risposta: «Provo per mail?» La tentazione di rispondere con la definizione di ‘lingua italiana’ non è mai stata così forte.
La magia.

p.s. Comunque, sì: un mese di quarantena. Niente da dire, per ora.

_giorno 31-35_

Weekend lungo di pausa tra cibo e vario alcol.

Quando ci si confronta con chi lavora a contatto col pubblico – categoria che racchiude in sé impieghi che vanno dal social media manager al commesso, ovvero chiunque abbia a che fare con un buon numero di clienti – è immancabile vertere su argomentazioni riguardanti la natura umana. Maleducazione, egoismo, incapacità di relazione col prossimo e colpa dei social network sono solo le prime considerazioni che spiccano; e piazziamoci dentro anche un «Si stava meglio quando si stava peggio», ché va sempre bene.

Tra tutte, la mia preferita è quella sui social network. A quanto pare, infatti, questi hanno avuto la capacità innata di scatenare la bestia che è dentro ognuno di noi, rendendoci tutti (chi più e chi meno) potenziali madri di castronerie perennemente in stato interessante.
L’aspetto che ci si dimentica di sottolineare, però, è che suddetta bestia è sempre esistita, solo che prima era più facile relegarla in un ambito privato.
Se da un lato posso anche capire chi si scaglia contro i social e la democrazia della Rete (nutrendo sempre le mie riserve), dall’altro non posso che evidenziare la loro utilità sociale: estrarre i fiori dal letame. I social sono un ottimo strumento di selezione, il ché mi garantisce la libertà di scegliere chi frequentare assiduamente e chi no, misurando il grado massimo di interazione utile a non far scattare una vuota apocalisse retorica con conseguente perdita di tempo.
Un discorso un po’ da nerd, me ne rendo conto, ma indispensabile per preservare quanto più possibile la mia integrità mentale.

Per quanto mi riguarda, io non nutro più alcun tipo di fiducia nel genere umano.
Succede qualcosa di apprezzabile? Molto bene, ma lo vedo più come una mosca bianca che vola sopra un mare di putridume.

Quindi, tutti in coro: Dio benedica i social!

p.s. Ancora una volta, ho trovato il lato positivo.

E.


Le altre parti del Diario in quarantena le trovi qui.

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